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News Italy

Locandina Congresso Società Italiana Medicina Estetica
0 Comments May 16, 2016 | News Italy

La medicina estetica non deve ringiovanire

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Durante il 37° congresso della SIME, in concomitanza con l’11° European congress of Aesthetic Medicine e all’11° congresso AIMAA, il messaggio lanciato dagli organizzatori è stato chiaro ed univoco: la medicina estetica è a tutti gli effetti da considerarsi una branca della Sanità con la S maiuscola e come tale deve essere approcciata dai medici e dai pazienti. I tre congressi riuniti in un unico appuntamento a Roma tra il 13 e il 15 maggio hanno quindi visto una grandissima partecipazione di medici e pubblico.

Nel 2016, dopo l’enorme spinta mediatica avuta anche per “colpa” dei social network e dei tanti casi di presunta malasanità legati al mondo della medicina estetica, gli organizzatori dei Congressi SIME, AIMAA e dell’European Aesthetic Medicine si sono voluti riunire per poter mandare un forte messaggio alla sanità e a tutti i pazienti: la medicina estetica è una branca della medicina e come tale va approcciata e rispettata. “Se una persona va dal cardiologo è normale aspettarsi una visita completa” sottolinea il Presidente SIME, Emanuele Bartoletti “Lo stesso approccio deve esistere per gli interventi di medicina estetica: sono interventi a tutti gli effetti che non possono essere presi sotto gamba, soprattutto per quanto riguarda i pazienti che a volte non ne hanno una reale percezione”. L’appello del Presidente Bartoletti vuole sottolineare l’importanza di una corretta comunicazione e informazione di cosa è realmente la medicina estetica, soprattutto in un momento in cui molti ricorrono alla medicina “fai da te” e, sull’onda di una comunicazione “social”, si affidano a mani spesso incompetenti e quindi pericolose.

“Esiste una grande confusione mediatica sulla medicina estetica” continua il Presidente Bartoletti “Questo a causa di notizie non sempre valide, anche per colpa di informazioni dilagate sull’onda dei social network. Oggi riscontriamo quindi il grande bisogno di educare il pubblico”. Per far ciò, uno degli slogan presentati durante il Congresso è stata la citazione del filosofo H. Bergson: “La comunicazione avviene quando oltre al messaggio passa un supplemento di anima”. Un messaggio concordato da molti specialisti presenti al congresso, i quali hanno voluto sottolineare l’importanza di un corretto approccio con i pazienti. “È importante riuscire a lavorare insieme” dice Francesco Romanelli, endocrinologo, professore associato del Dipartimento di Medicina Sperimentale all’Università Sapienza di Roma “Oltre al percorso di cura diventa quindi fondamentale l’assistenza ai pazienti. Per esempio dinanzi i casi di obesità, paradossalmente sono ancora pochi quelli che prescrivono banalmente l’attività fisica. C’è quindi il bisogno di creare sinergie con i pazienti, non solo interventi.”

Per ottenere i risultati sperati il SIME ha deciso di varare un piano di comunicazione per favorire la corretta informazione, con la possibilità di poter avere una valutazione della alternative, la prevenzione ai risultati, mediante regole e consigli concreti per avvicinarsi alla medicina estetica. “Bisogna insegnare ai pazienti cos’è e cosa può fare la medicina estetica” continua il prof. Bartoletti “La verità è che la bellezza nasce principalmente da corretti stili di vita. La medicina estetica non deve ringiovanire, il concetto stesso di ringiovanimento è ridicolo e porta ad una passerella di gente improbabile. La medicina estetica deve invece poter aiutare i pazienti a sentirsi meglio con se stessi. Le complicanze sono aumentate perché sono aumentati il numero di pazienti, ma anche perché a volte i pazienti si affidano a medici che non hanno le dovute competenze. Deve passare fortemente il concetto che non si tratta di una medicina leggera. Il paziente deve informarsi sia del intervento che desidera effettuare sia dello specialista a cui affidarsi. È una medicina che deve essere sempre effettuata con materiali di comprovata sicurezza e basata su evidenze scientifiche.”

Una medicina che quindi oggi vuole riappropriarsi del suo ruolo centrale nella sanità. In questo contesto da segnalare l’intervento del dott. Domenico Centofanti, nutrizionista specialista in scienze dell’alimentazione: “Sempre di più la medicina estetica sta avendo un occhio di riguardo per quanto riguarda i corretti stili di vita. Sia a livello di prevenzione che mediante la ricerca scientifica. Oggi una delle scienze più studiate riguarda la scienza microbiotica: ossia l’insieme dei batteri presenti nel nostro organismo che iniziano a formarsi alla nascita e nei primi mesi di vita. Si è scoperto che questo organismo che ci accompagna poi per tutta la vita ha delle specifiche uniche: il mircobiota di un diabete è diverso da quello di un obeso che è a sua volta diverso da quello di una persona sana. Si capisce quindi che si tratta di un aspetto che riguarda tutta la medicina e che è fondamentale oggi avere una corretta consapevolezza del proprio corpo e dei corretti comportamenti da seguire per preservarlo nel tempo”. Ideologia condivisa dalla dott.ssa Elena Fasola, la quale ha sottolineato l’importanza del ruolo del medico-chirurgo estetico e della collaborazione con le varie specialità della medicina: “La medicina dei genitali della quale mi occupo è una medicina che non può essere assolutamente presa sotto gamba ma deve essere costantemente approcciata da un insieme di teste pensanti: dal ginecologo al chirurgo estetico, fino al dermatologo o allo psicologo. I genitali esterni femminili, per esempio, subiscono nel tempo dei cambiamenti e ci sono moltissime donne di tutte le età ad avere bisogno non solo di intervento ma soprattutto di supporto. Bisogna far passare il messaggio che il miglioramento estetico dei genitali non è un vezzo ma trattandosi di un organo che cambia, dalla pubertà alla menopausa, per non parlare dei possibili disagi legati al parto, può portare a degli importanti disagi psicofisici”.

“A volte i pazienti chiedono aiuto per avere una sicurezza maggiore” analizza la dott.ssa Gloria Trocchi “È quindi importante avere un approccio a 360°, il medico estetico deve quindi riappropriarsi della sua qualifica di medico, di guida per i pazienti. A volte è più difficile convincere un paziente a non fare un determinato intervento, e soprattutto a non affidarsi a mani sbagliate per inseguire un desiderio malsano. Per questo bisogna imparare ad ascoltare e dialogare con i pazienti, per capire da dove nasce un loro malessere e concordare con loro il percorso più appropriato da seguire. Ricordiamoci che spesso vengono da noi persone che fisicamente stanno bene, e non possono stare male dopo il nostro intervento.”

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